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TravellersCamp 2017

E’ ormai finito da poco più di una settimana il TravellersCamp 2017, per me è stato un evento speciale, giacché presente in doppia veste; quella d’inviato per questa rivista e come relatore per presentare il mio ultimo viaggio in terra Africana.


Ma andiamo con ordine, cos’è il TravellersCamp? Il Travellers, ideato da Donato Nicoletti, è arrivato ormai alla quarta edizione ed è forse uno degli eventi più belli del panorama motociclistico italiano al quale ogni viaggiatore non dovrebbe mancare. Magica la location di Granara, dove un bizzarro tendone da Circo ha accolto i partecipanti, nella natura del passo della Cisa. Tre giorni durante i quali si sono avvicendati sul palco diversi moto viaggiatori che con i propri video e foto hanno cercato di trasmettere le proprie esperienze agli oltre 150 partecipanti.



Il tutto completato, durante la giornata del sabato, da interessanti workshop che parlano di foto in viaggio e preparazioni della moto in situazioni estreme.
Granara dista quasi 180 km da Milano e siccome dovevo aprire io l’evento con la prima presentazione il venerdì sera, decido di partire da Milano il pomeriggio, insieme a due amici, Riccardo e Alberto. Accendiamo le moto e dopo poco più di due ore arriviamo a Granara. Siamo accolti all’arrivo da due grandi viaggiatori, Totò le motò e La Fata ignorante, che in sella alla loro Yamaha Tenerè avevano fatto il giro del mondo. Il villaggio ecologico scelto per l’evento dà la possibilità di piantare le tende o dormire nella struttura ricettiva adiacente, noi decidiamo di piantare le tende e ci dirigiamo nell’area adibita a ristorazione per iniziare a fare conoscenza con i partecipanti.



Tra una risata, un racconto e una birra arriva per me l’ora di salire sul palco, sono un po’ emozionato e ho un groppo in gola, l’inizio non è certo dei più incoraggianti, il video che avevo preparato è “troppo pesante” per il PC degli organizzatori, sono in panico, ma per fortuna vengo aiutato da Luigi “Sporco Endurista” che mi mette a disposizione il suo portatile. Ci siamo, inizia il video, guardo le facce dei partecipanti catturate dalle immagini che scorrono sullo schermo, alla fine del filmato vengo accolto da applausi, quindi mi sciolgo e per la successiva ora tra risate e battute racconto aneddoti e l’organizzazione del mio viaggio, finita la serata, ci spostiamo ancora all’area ristoro e si chiacchiera fino a tarda sera di viaggi passati e futuri.
Dopo la notte passata in tenda sotto le stelle, ci svegliamo a prima mattina, giustamente secondo programma la mattinata è libera quindi noi decidiamo di farci un bel giro; 100 km di curve tra le montagne che ci divertiamo a pennellare con nostre moto.



Torniamo verso ora di pranzo ma nell’ultimo tratto non asfaltato nel tentativo di fare qualche buono scatto, durante un salto sento un rumore strano alla moto, mi fermo e il motore sembra girare a vuoto la metto sul cavalletto centrale mi abbasso e guardo il pignone, che resta fermo mentre l’alberino mille righe gira a vuoto.
Per fortuna siamo vicino al villaggio, quindi spingiamo la moto per qualche centinaia di metri e arriviamo nel parcheggio, dove iniziamo a smontare la moto. Per fortuna nel capanno del villaggio ci sono un po’ di attrezzi, riusciamo quindi a smontare il tutto e purtroppo il mille righe del Pignone è completamente liscio e quest’ultimo gira a vuoto, sono lontano da casa quindi mi devo inventare qualcosa. Il giorno prima, durante la mia presentazione avevo appunto parlato di tutte le volte che durante i miei viaggi ho dovuto risolvere problemi nei punti più sperduti del pianeta, quindi in pieno stile “Sasaplanet”!



M’invento la soluzione: salderemo il pignone all’alberino e il dado al pignone. Donato, mi aiuta a trovare un saldatore e in meno di un’ora la moto è di nuovo pronta a macinare km, giusto in tempo per ascoltare gli altri relatori.
Pranziamo al ristoro Obelix, nulla al Travellers è lasciato al caso, anche il punto scelto per i pranzi e le cene hanno un’atmosfera unica, sembra di esser in un accampamento di Vichinghi con panche e fuoco al centro. E proprio in questa, quanto mai azzeccata, atmosfera che ci prepariamo ad ascoltare Alessandro Wizz, che nel 2015 aveva raggiunto Capo Nord a capodanno in solitaria.
Sì, avete letto bene, Capo Nord a dicembre, quindi chi più di lui poteva tenere questo workshop che parla di come preparare una moto per un viaggio invernale?
Subito dopo aver ascoltato Ale è il momento di Gero Cacciatore, fotografo professionista che ci illustrerà l’importanza della fotografia in viaggio un tema che ho apprezzato in particolar modo.
Al Travellers non c’è nemmeno il tempo di finire di sognare un’avventura che è subito il momento di ascoltarne un’altra. Dopo i workshop è il momento di ascoltare Arianna Lenzi “la bionda sulla Honda” che racconta del suo viaggio in solitaria nei Balcani. Dopo di lei un’altra donna calca il palco del tendone: Stefania Gnoato che nonostante lavoro e famiglia ha realizzato quello che per molti resta un sogno, viaggiare attraverso il Sud America.
Io come tutti gli altri appassionati sono affascinato da tutte queste storie incredibili e aspetto dopo cena, quello che, secondo me è il personaggio più divertente di questa edizione: Luigi De Santis, meglio conosciuto come lo Sporco Endurista. Luigi non delude le mie attese e stupisce il pubblico parlando della sua avventura in uno dei deserti più infernali del mondo il Dasht-e-Kavir in Iran, un sogno che per lui si trasformerà in un drammatico e pericoloso miraggio.
Purtroppo dopo l’ultima serata passata come la prima a sognare le prossime avventure, siamo già arrivati all’ultimo relatore, la domenica mattina è il momento di un personaggio davvero unico nel suo genere: Maurizio “Momispiego” Zanni che ci racconta con un approccio diverso da tutti gli altri del suo viaggio in Vietnam; il suo è un modo di viaggiare all’insegna della semplicità e dell’economia, ma dai contenuti umani notevoli.
Siamo arrivati ormai ai saluti ed è già tempo di tirare le somme di questa quarta edizione, un evento che nel primo anno aveva visto la partecipazione di sole 40 persone ed è arrivato oggi a 150.



Una location unica nel suo genere, 7 relatori che si sono avvicendati sul palco, ottimi pranzi e cene con uno sguardo alla natura, fulcro del villaggio ecologico.
Che cosa dire? A mio parere un successo. Un applauso a Donato che con passione ha messo in piedi quello che sempre più diventa uno degli eventi più attesi dell’anno e sopratutto grazie a lui per avermi dato l’opportunità di partecipare.
Piccola e importante nota, dopo il Travellers, Ale Wizz e “la Bionda sulla Honda” sua compagna, partiranno per un lungo viaggio verso est, così come l’anno precedente avevano fatto Luca Facheris e Matteo Barbierato di Old Wild East… che il Travellers vi possa portare fortuna ragazzi e fatecene vedere delle belle.

Materiale usato: Casco LS2 - Giacca e pantaloni Clover - Stivali TCX

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Sasaplanet