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Motor Bike Expo 2017
Motor Bike Expo: passione, motori, bulli e pupe

Il Motor Bike Expo, la fiera delle meraviglie, chiude i battenti  regalando una festa di colori tra i più variegati ed emozionati, i mutamenti inevitabili derivanti dal crescente successo la tengono continuamente in equilibrio tra passione e mercato, in bilico come qualsiasi buon motociclista sulle due ruote.


In fondo è solo questo, un lungo viaggio in bilico quello del Motor Bike Expo, che anno dopo anno vediamo mutare e cambiare pelle, come qualcosa in grado di respirare le tendenze e qualche volta di anticparle, mettendo sullo sfondo di una grande strada moto e passioni diverse da quelle da vetrina. Gli ingredienti sono i soliti, ben mescolati, questa fiera vive grazie a quei bulli da ufficina pieni di geniale passione che fabbricano moto che ci fanbno girare la testa, un po' come le pupe dall'aria maleducata che dovrebbero stare in ogni garage, su ogni moto.

Motor Bike Expo Harley-Davidson

 

UNA FIERA CHE SA ANCORA CAMBIARE

Abbiamo percorso gli ultimi anni, o chilometri che dir si voglia, con il Motor Bike Expo, vedendola passare da "fiera" specializzata nel custom, quello classico, quello da macho tutto cromo e pelle, ad un mix tra custom e pionieri del café racer, per vedere oggi sostanzialmente un pari-patta, o ferse un vantaggio dei customizer da café racer che hanno portato anche una qualità di allestimento degno di un teatro di posa. La qualità degli allestimenti, l'atmosfera, la sensazioni a volte di trovarsi in un garage e a volte in un salotto buono, o su un ring come per MrMartini, ha dato un bel colpo di reni a questo nuovo segmento, che proprio nuovo non lo è più.

Ma mentre tutti si distraggono a vedere i due contendenti al titolo, quello di cui bisogna accorgersi è l'arrivo in forze delle case motociclistiche, per quanto supportato da grossi vendor locali si distingue la mano e la sostanza delle case ufficiali che vogliono esserci. Questo è il punto di svolta: vogliono esserci. Triumph e Harley-Davidson le più in tono, ma anche Ducati con Scrambler, Moto Guzzi con il suo garage e quella creatura dark della MXG-21, Royal-Enfield, Honda con uno stand immenso, BMW con il suo mitico pick-up corredato di Airstream americano, Kawasaki, Suzuki, Yamaha, e addirittura Aprilia che ad EICMA aveva fatto una comparsata davvero al ribasso. Esporre qui in totale contrappunto la RSV4RF, creatura che popola i miei sogni più proibiti, è stato un colpo al cuore. Café racer si, ma qui parliamo di cioccolata bollente!

Motor Bike Expo Apache Energica

Le case vogliono esserci e non è difficile capire il perchè. Il Motor Bike Expo è un evento da segnarsi sul calendario, è la fiera di paese, è cibo, merchandising, shopping a due ruote, meraviglie esotiche, stranezze, ma anche tanta tanta sostanza a due ruote, e il motociclista c'è! Non andarci è ormai impossibile. Si cammina tra gli stand e si incontrano più facce conosciute che quando esco di casa per le strade del mio paese, tra una stretta di mano e una chiacchierata, il tempo sfugge e la fiera è ancora tutta da vedere.

Parlando della nostra passeggiata tra i padiglioni, gli stand, ci piace ritrovare anche gli schemi consumati, i padiglioni vengono conquistati quasi fossero stati a Risiko, c'è quello custom, quello café racer, il gran bazar dove si può comprare di tutto, negozi di tute, scarpe, stivali, caschi, gomme, quello con il mercato delle moto usate, quello con i chioschi per mangiare, quello delle case, le rivendite di accessori (praticamente un porno-shop per motociclisti), le riviste, gli stand dei grandi viaggiatori, le associazioni. Fuori le esibizioni e lo street food affollato da gente che mangia pane e salsiccia già all'ora di colazione. Se non è festa questa!

Motor Bike Expo OC Garage


LE MOTO


La nostra attenzione è stata attirata da davvero tante cose e tanti modelli, la moto di OC Garage che era stata già presentata nell'evento di Giovedì sera, è stata oggetto di tante attenzioni e tanto desiderio. La realizzazione di un sidecar su base BMW R100GS del 1992 ha richiesto una lavorazione eccelsa da parte di Oscar Tasso, impossibile non ammirarla. Anche South Garage ci ha fatto voltare con una sua creatura che sembra aver attraversato il tempo, realizzata su base BMW R75 questa Nerboruta è una cafè racer dall'aria "rustica", o meglio una proiezione di anni molto precedenti ai '70, che ripercorre un gusto pionieristico. Anche gli Officine Sbrannetti non hanno disatteso le aspettative, la loro Caffé Lungo su base Moto Guzzi Griso non passa inosservata tra le lavorazioni su base moderna, senza contare la bellezza senza tempo del bicilindrico trasversale Moto Guzzi.

A volte però il colpo di fulmine arriva due passi appena dentro alla fiera, e l'opera di P.M. Motorbike Garage mi ha davvero stupito. Non sono esperto, forse molti customizer mi staranno fischiando, ma realizzare un tema moderno rendendolo classichegiante nelle forme è qualcosa che mi piace. Serbatoio Kawasaki classico, cuore e telaio Hornet, ma forcella, forcellone e pedane di una RSV4 e mono di una Moto-Guzzi V11. Sedere corto, stile rapido e aggressivo, forse qualcosa più simile alla prossima street fighter che qualche casa produrrà, ma il fatto che sia qualcosa di "prossimo" già stupisce. Il nome giusto sarebbe Frankenstein? Ce ne fossero di mostri così!

Motor Bike Expo PM Motorbike Garage

Se parliamo di futuristico però il premio va ad Apache Customs Motorcycles, che coraggiosamente ha allestito una café racer dalle forme sportive squadrate fine anni 70, inizio 80, su una Energica Eva, esatto la moto elettrica per eccellenza, con un connubio che ha stupito e diviso più per le forme che per la base, segno che i tempi sono maturi.

LE CASE UFFICIALI VOGLIONO ESSERCI

Anche le case però non sono rimaste a guardare, tutte si sono vestite a tono con la kermesse, qualcuna di più. Triumph con la sua nuova Bobber aveva il ferro giusto per mettersi a tono, ma anche BMW con tutta la gamma nineT si è presentata a testa alta e ha attirato abbondanti attenzioni dei passanti. Naturalmente non poteva mancare una special su base nineT, questa volta preparata da Church of Choppers. Harley-Davidson invece ha gonfiato i muscoli, non vuole cedere spazio ai nuovi arrivati e raddoppia, allo storico stand aggiunge un'ambientazione da bar americano, tra moto, giochi e amplificatori Marshall. Anche Moto Guzzi non ha bisogno di rifarsi il trucco, le nuove California, la MXG-21, la nuova serie V9 e il garage Moto Guzzi, erano quanto di più a tono potessero inventarsi. Ultime, ma non ultime, lo stand di Royal-Enfield, catapultata ai giorni nostri dagli anni 50, ma anche il Land of Joy della Scrambler Ducati da sempre un bel colpo d'occhio, con all'interno alcune realizzazioni particolari come la Scrambler allestita dai ragazzi di Anvil Motociclette.

Motor Bike Expo South Garage

Ma i "pezzi di ferro" belli in fondo erano tanti, noi ve ne abbiamo raccontato qualcuno, qualcun altro lo trovate in foto, e sicuramente molti ci saranno sfuggiti, a ognuno il suo gusto. Inutile poi raccontarvi il resto, ragazze bellissime e dall'aria maleducata, cibo, shopping da motociclista, stranezze di ogni genere, è una fiera che trova la sua idenditità più nell'essere "fiera" che nel rispecchiarsi in un tipo preciso di motociclista, in un genere. Anche se spero che la presenza dei "customisti" resti sempre importante, danno un colore unico a questa fiera che il successo patinato delle case non possono ripagare.

Se non siete appagati di questo tour beh... dovete aspettare solo un altro anno!

Wolf

Wolf

 

 

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