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John Britten e la sua V1000 - Un favola moderna

Sono sicuro che la storia della “Britten” e del suo “creatore” l’avrete già letta mille volte. Ma l’emozione di averla vista dal vivo a Wellington è ancora talmente tanto forte e viva, che ho deciso che un pezzo su John dovevo scriverlo. Ci sono tutti gli ingredienti per raccontare una bella fiaba della buona notte a noi bambini mai cresciuti;

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c’è il cavaliere buono, visionario e genio dall’anima pura, c’è una passione sconfinata, una moglie bionda come una  principessa, c’è un paese piccolo piccolo la dall’altra parte del mondo e c’è la scomparsa prematura de protagonista, che in un modo beffardo lo consegna alla storia e al mito.



Cosi come Steve Jobbs, Harley&Davidson e moltissimi altri anche la Britten nasce in un garage e per la precisione nella città di ChristChurch in Nuova Zelanda.  Fin qui tutto bene, se non fosse che la moto che ne esce è TOTALMENTE autocostruita, motore compreso. Se non ricordo male, l’anno della presentazione al mondo è 1991, e questa moto sfoggia una potenza di circa 160 cv, una roba pazzesca, degna di un prototipo da GP 500 due tempi. 

Il motore, quasi tutto a vista è un bellissimo bicilindrico a V e il peso è contenuto sotto i 140 kg. Insomma 26 anni fa…una moto PAZZESCA che ancora oggi potrebbe difendersi bene in qualsiasi gara. Ma se riducessi la descrizione della moto di John solo a questi dati sarei da ammazzare. Tutto il progetto è un concentrato di tecnologia, design, bellezza e…sogno.  Il sistema di sospensioni è unico con addirittura l’ammortizzatore per il forcellone che sta davanti al motore. Senza contare poi la splendida immagine dello scarico che “si annoda” sui due cilindroni.

(rubo questo video dal web perchè serve l'emozione per conoscere Jhon tnks to johnnyboy0212)

E siccome di favola stiamo parlando, l’altro tassello assolutamente entusiasmante è che la Britten non solo andava come un missile ed era maneggevole, ma dava la “paga” alle Superbike dell’epoca. Fu prodotta solo in 10 esemplari, quindi non aveva i numeri per iscriversi ai campionati ufficiali delle derivate di serie; leggendo e documentandomi scopro che nel campionato Superbike Neozelandese (dove corse con delle deroghe) spazzo via la concorrenza, vinse a Daytona e Assen nella Battle Of Twins, stampo il giro veloce al TT.



Insomma un’astronave marziana calata sulla terra, un momento caldo, caldissimo di passione per i motori. E non è un caso che il tutto sia nato la, in quell’isola (in realtà sono due) che emerge dalle acque tra il mar di Tasmania e il Pacifico; gente fiera, caparbia, orgogliosa del proprio paese e del proprio essere; ma soprattutto gente innamorata dei motori. Ho potuto personalmente constatare che in primavera si organizzano gare di ogni tipo, in circuito, in strada, su terra, su sabbia, due o 4 ruote non importa, importa la passione viscerale per la benzina e per tutto ciò che ha un motore (cioè….ho visto tipo una gara di trattori d’epoca su una spiaggia….fai te). John Britten nasce e cresce a poca distanza da Invercargill che diede i natali al grande Burt Munro..un caso? Forse si, forse no.



Tornando alla Britten non ne avevo mai vista una dal vivo, sebbene credo una in Italia ci sia ed appartenga ad una collezione privata, per la verità l’ho vista due volte una al Te Papa di Wellington appunto e una al Mecca Motor di Invercargill.  Ed è incredibile come entrambe le volte sia rimasto ipnotizzato, li come uno scemo a guardarla a scrutare ogni particolare e a farmi venire quell’ansia “buona” quella dell’emozione che cresce. La voce di Jhon sullo sfondo, che sussurra da un filmato girato all’epoca, rende la visione ancora più emozionante.  Jhon se n’è andato a 45 anni, per un male cattivissimo magari troppo trascurato per inseguire la sua passione, questo non lo so, sto fantasticando. Cercate nel web i filmati che raccontano la sua storia, meglio ancora acquistate il DVD, sedetevi comodi, preparatevi all “ansia buona” ed emozionatevi, come è successo a me. Dio solo sa quanto vorrei salirci in sella e farci un giro di pista, o ancora meglio guidarla sulla West Coast Neozelandese....beh che c'è?...sognare non costa nulla no???

Grazie John, grazie a tua moglie che ancora oggi porta avanti la memoria della tua favola. E’ di queste storie che ha bisogno un motociclismo che oggi a volte, troppe, è sempre più imbruttito e qualunquista.

Ne volete sapere di più? Ecco qui www.britten.co.nz

John Kenton Britten, ingegnere, sognatore, genio, grande uomo.

Fagna

 

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