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Officine Sbrannetti - incontri aMotoMio

Dai diciamocelo quando si tratta di moto i perfect day ci sono eccome. Ecco prendete l'istante preciso in cui congelo questa immagine nella mia mente. Il mare di Porto Venere sullo sfondo, immaginate adesso di zoomare, inquadrando i tavoli ombreggiati di un ristorante, un brezza lieve che non fa sentire il caldo.

 

Scendiamo ancora con l'inquadratura...spaghetti allo scoglio...relax, e in sottofondo una voce vulcanica, entusiasta, che parla di moto con un coinvolgimento e una passione che ha pochi concorrenti; alzo gli occhi e lui Jody Basso, il vulcanico trascinatore del super team Officine Sbannetti è di fronte a me; finalmente condividiamo lo stesso scorcio di mare, lo stesso tavolo e la passione che ci accomuna da sempre. Sono anni che ho promesso agli "Sbrannetti" come li chiamo io al plurale di fare visita al loro "covo dei pirati" e finalmente ci sono riuscito, in un pigro lunedi di agosto, solcando l'autostrada verso la liguria a bordo di una Harley che da sola parla di storie appassionanti di motori storici e muscolosi.

A tornando a noi il pranzo scorre via veloce, non si parla che ci moto, ma senza monotonia, anzi si andrebbe avanti fino a notte, sorseggiando vino bianco fresco, ma per fortuna la ragione prevale e ci si reca (confesso con mia impazienza) alle "officine". Cosi come altri luoghi che i preparatori (e amici) di moto si sono cuciti addosso la "casa" degli Sbrannetti è speciale, con una storia tutta da raccontare, racchiusa dai ragazzi in un album di fotografie...avete presente quegli album di matrimonio con la pesante copertina in pelle e le pagine separate dalla carta di riso?

Ecco uno cosi...mi piacerebbe sapere a quale parente dei ragazzi e stato sottratto, ma sopratutto dove sono finite le foto di quel matrimonio. Probabilmente nel braciere che ha bruciato per mesi durante la ristrutturazione delle officine, che credetemi, all'inizio dei lavori erano conciate veramente male...e se ve lo dice il motoarchitetto dovete fidarvi. Tanto che vedendo le foto del "fu" e quelle di "quello che è" viene difficile pensare che sia lo stesso posto.

Nell'ambiente dedicato alla realizzazione delle moto tutto parla di customizzazione, dai serbato appesi alle pareti, ai bozzetti (bellissimi) preparatori, agli arnesi del mestiere. Naturalmente non manca la macchina del caffé per le lunghe notti insonni e la birra gelata per deliziare gli amici nella calde giornate estive; nemmeno la giornata della mia visita era moooolto calda. È tempo di vacanza, quindi non trovo il team al completo, ma trovo Jody appunto e suo fratello Marzio che fanno di tutto per farmi sentire casa, premura che apprezzo che in mezzo a tanta "roba di moto" è naturalmente superflua visto che sembro un bambino al parco giochi.

Mi viene fatto visitare ogni angolo, dove abbondano pezzi storici, premi, attestati, memorabilia e pezzi più unici che rari, compreso l'incasinatissimo magazzino ricambi (di recupero). La domanda sorge spontanea, ma in quell'angolo di "rottamaglia" come troveranno il pezzo giusto che stanno cercando?  Presumo che ogni ricerca sia colorata da qualche imprecazione ma questo non ce lo diranno mai.

Coinvolgo Jody in una di quelle idee pazze che mi vengono al momento e che sempre "in diretta " ribattezzo "intervista dinamica". Il risultato è il filmato che vi proponiamo qui sotto.

Finito il pazzo esperimento è ancora tempo di giocare su e giù per le curve, prima con la Moto Guzzi "caffelungo" poi con la Bmw "bombardone". Il pomeriggio finisce in un attimo, come rapito dallo spalancare il gas delle moto made in Sbrannetti. Mi preparo a ripartire con un misto di felicità e di tristezza, divertito da una giornata speciale e triste come se me ne andassi da un luogo in cui sto sempre, e che invece in sole poche ore mi ha rapito il cuore...anche se dubbi non ne avevo.

L'Electra Glide trotta allegra sull'autostrada, la radio a palla come i veri tamarri, e i pensieri sparsi. Prendo appunti mentalmente su quello che vorrei scrivere su questa giornata e sui ragazzi, inutile dire che questo che state leggendo è una cosa ancora diversa, scritta di getto riassaporando la magia del momento e la passione di questi ragazzi, che hanno trasformato un piccolo angolo (stupendo) di una sottovalutata Liguria (motoristicamente parlando) in qualcosa di unico per far rombare la voce dei motori....pensate...anche a motori spenti!

Fagna