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Lambretta e Divion
Moto scansione by DIVION srl

“Ciao Flap, tu hai una Lambretta?”
Nasce così dalla telefonata di un amico che mi chiedeva informazioni sul mio storico scooter.
Il passo successivo è: “La puoi mettere a disposizione per fare una scansione?”


Momento di silenzio dovuto al mio immediato pensiero che, da uomo di vecchia generazione, non capivo come si potesse infilare una moto in una stampante….o nel caso quanto doveva essere grande questa!
La risposta è stata ovviamente positiva, più che altro per la curiosità che per fare un favore a un amico.
Al telefono mi viene spiegato che Divion Srl è una startup innovativa formata nel 2016 da quattro professionisti con diverse specializzazioni, provenienti da settori che vanno dall’automotive al visual e che si propone sul mercato come azienda di riferimento per il rifacimento di particolari persi nel tempo.



Quindi la richiesta, attraverso aMotoMio, di scansionare la Lambretta (150 Li seconda serie), modello molto richiesto dagli appassionati del settore e di cui la reperibilità dei pezzi di ricambio è piuttosto esigua.
Attraverso la scansione 3D e il Reverse Engineering, tecnologie all’avanguardia per il settore, saranno  in grado di replicare o ricostruire il modello o i pezzi danneggiati, la ricostruzione degli stampi necessari, e qualsiasi altra richiesta del cliente.



Così eccomi pronto ad accogliere Karen con la Lambretta semplicemente in cortile con una prolunga di corrente a disposizione.
In realtà tutto si compone di un PC con un’ottima scheda video e un’apparecchiatura portatile, lo scanner appunto, che viene passato lungo tutta la superficie della moto.
Sembra banale, ma sia l’apparecchiatura sia il programma di trasformazione dei dati sono particolarmente sofisticati.
Un continuo passare lo scanner lungo la superficie e poi controllare e archiviare i dati per la successiva lavorazione finale che sarà fatta in azienda.
Le parti più complicate sono quelle nere e quelle metalliche e cromate, oltre ai vetri, queste superfici non vengono lette, o lette in maniera imperfetta, il che costringe a utilizzare uno spray che, una volta asciugato, lascia una sottile patina simile a un finissimo borotalco.


Un lavoretto che ha impiegato più di due ore per la raccolta dei dati e ne abbisognerà di molte altre per la successiva elaborazione.
Una pulita con un panno umido e la patina scompare, la Modella è pronta per tornare nel box, le sue misure probabilmente serviranno a rimettere in forma qualche “sorella” bisognosa di parti di ricambio e chissà che un domani si troveranno in giro magari modellini che sfruttano la sua immagine.

Divion Srl

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