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Casco LS2 Metro - Test aMotoMio

Si fa presto a dire “apribile”, ma questo è il casco del giro d’Italia. Tranquilli, per i ciclisti questo genere di protezione non è ancora obbligatoria, mi riferisco ai motociclisti al seguito del giro. Un’ottima mossa pubblicitaria di LS2, tanto convincente da indurci in tentazione, provarlo e darvi il nostro parere.

E così è stato, un long-test che dura da giugno e che ha portato LS2 Metro a spasso anche per lunghi in viaggi, anche a bordo di blasonate gran turismo.



Abbiamo scelto una livrea total white in modo tale che si potesse adattare un po’ a tutte le colorazioni di moto. Si lo so, in un test l’immagine forse ha poca importanza, ma su dai, anche l’occhio vuole la sua parte. Partiamo con la praticità di utilizzo; l’apertura della mentoniera è facile ed immediata, con il “tasto” di sgancio facilmente individuabile al tatto anche con i guanti pesanti (nelle foto con R1200RT li indossavamo ancora causa maltempo); anche l’apertura della sola visiera è facilitata anche con i guanti imbottiti, ma spesso guidando si “incappa” nell’aletta di aerazione posta poco più sotto, con il risultato che anche spingendo con vigore..la visiera non si alza.

Con un po’ di utilizzo ci si fa l’abitudine, ma per i primi tempi c’è questo rischio. Sempre parlando di visiera questa è dotata di pin-lock per posizionare l’utilissima visiera anti-fog. Ovviamente è presente il visierino interno per il sole facilmente azionabile dal comando posto sulla sinistra del casco, finalmente non più a molla con lo scatto. Il parasole non distorce l’immagine e copre bene gli occhi, tanto che spesso alle basse velocità e col il caldo ci siamo trovati a viaggiare con la mentoniera tutta “aperta” e gli occhi riparati dal solo visierino interno.

Ovvio che il consiglio è quello sempre di viaggiare in versione “integrale”, ma i vantaggi di un modulare sono indubbi in determinate situazioni. I cinturino è di tipo micrometrico e gli interni danno impressione di buona qualità, oltre a risultare sempre comodi anche sui lunghi tragitti. Per ciò che concerne la “rumorosità” del casco, ovviante dipende molto dalla protezione aerodinamica della moto che state guidando, ma la possiamo giudicare nella norma per i caschi della sua fascia.



Più di una perplessità sorge sulle prese d’aria frontali. Mi spiego meglio; oltre a quella grande centrale con facile comando apri/chiudi ve ne sono 4 altre più piccole. Queste sono chiudibili attraverso 4 “tappetti” di plastica si bloccano a scatto. Credo di potervi lanciare la sfida...o li lasciate sempre su (chiusi) oppure li lasciate sempre giù (aperti); distratto o disordinato come sono, rischio di perderli uno ad uno tutti se mi metto a toglierli e metterli “on the road”, anche perché non vi è un “posto” attaccato al casco dove eventualmente riporli. Risultato montati appena tolto il casco dalla scatola e sono ancora li, non mi oso a levarli. Posto che l’aerazione è ampiamente garantita dalle altre aperture, i perfidi tappetti possono restare tranquillamente saldamente bloccati nella loro sede.

Una rapida occhiata alla pagina www.ls2helmets.com ci fa scoprire che il Metro è disponibile con taglie che vanno dalla XS alla 3XL, con tre calotte esterne disponibili; queste ultime sono in policarbonato, mentre le imbottiture interne di sicurezza sono in polistirene espanso. Vi lascio curiosare sulle specifiche tecniche nella pagina web ufficiale.
In conclusione il casco FF324 “Metro” sebbene venga definito dallo stesso produttore come “urban” se la cava benissimo anche sulle lunghe distanze ed è proprio in quelle che lo abbiamo testato; anche i città certo, ma cosa facevo vi mettevo le foto della tangenziale e scrivevo le mie impressioni per un test dal centro alla periferia?? No, no più di 4 mila km di test e ancora ce n’è.

AmotoMio #provatodavvero

Fagna

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