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CLOVER INTERCEPTOR - Test aMotoMio

Negli ultimi anni Clover è diventata sempre più sinonimo di gran turismo con giacche dedicate ai grandi viaggi e ai viaggiatori.
Giacche che possono soddisfare chi macina chilometri per il mondo ma anche chi fa l’uso quotidiano della moto.


Ora con la giacca Interceptor prova a spostare l’interesse verso le moto sportive, sport-touring e naked e lo fa con un’interessantissima proposta di alto livello come contenuti e qualità.



Un giubbino dal taglio corto che si propone per un utilizzo per quattro stagioni grazie alla modularità innovativa di suoi due strati:
- uno esterno in Duratek-7 e Duratek-4 che racchiude anche tutte le caratteristiche di protezione certificate su spalle e gomiti, oltre alla predisposizione per accogliere i paraschiena Back Pro-3 o Back Pro-5, e zone di materiale rifrangente su tutta l'ampiezza della giacca per evidenziare la sagoma della persona e le sue reali dimensioni in altezza e larghezza all'interno della carreggiata.
- uno interno impermeabile e traspirante, con foderatura termica, con la caratteristica di potere essere utilizzato anche singolarmente come capo spalla, o in caso di acquazzone improvviso infilato sopra la giacca stessa come un antipioggia convenzionale.
In pratica “giocando” con o in caso di acquazzone improvviso infilato sopra la giacca stessa come un antipiggia convenzionale. due elementi si può trovare la giacca giusta per ogni situazione.
Unendo i due strati con le apposite cerniere si ottiene un giubbino imbottito e impermeabile capace di farci compagnia nel nostro utilizzo invernale e in quella fase di primavera e autunno che ancora consigliano un abbigliamento caldo.


In pieno inverno non è così calda come altri prodotti tecnici di Clover ma con un buon intimo tecnico il freddo non spaventa di certo e comunque l’impermeabilità è garantita dall’ottima qualità dello strato interno coadiuvata dal trattamento idrorepellente superficiale dello strato esterno che evita fastidiosi inzuppamenti.
Quando il clima è mite o addirittura caldo si può togliere lo strato d’imbottitura impermeabile e usare solo l’esterno, mantenendo come abbiamo già accennato tutte le caratteristiche di sicurezza, e nel caso poter contare su diverse prese d’aria capaci di rinfrescare velocemente il corpo.
Due prese frontali al petto, due aperture di espulsione sulla schiena e due sugli avambracci, tutte regolabili tramite cursore a cerniera.


Anche in questo caso la polivalenza del capo non permette di raggiungere i livelli di ventilazione comuni ai capi traforati, come ad esempio il Ventouring per rimanere in casa Clover, ma comunque si attesta a livelli accettabili, grazie anche alla fodera interna a rete "Climacontrol”.
In questa situazione “Sfoderata” si apprezza l’idea furba, comune ad altri capi dell’azienda Veneta, che permette, in caso di acquazzone improvviso, di indossare lo strato impermeabile sopra la giacca con una velocità quindi estrema e con il valore aggiunto di aumentarne la termicità, creando un’intercapedine d’aria tra i due strati, e tenendo il capo asciutto.
La quarta possibilità di utilizzo è quella serale del fine viaggio o della passeggiata a piedi, dove si può semplicemente utilizzare l’imbottitura come un giubbino impermeabile singolo senza il peso e la rigidità del “guscio” esterno.
Appunto 4 giacche in 1 e, in effetti, le promesse sono mantenute.



Tra le proposte cromatiche abbiamo scelto quella in rosso, sicuramente più vivace e sportiva, quindi adatta alla tipologia più aggressiva delle moto.
Un taglio filante, lineare che ben si sposa alle moderne sport-tourer, ma vediamo bene anche su Naked e anche sportive carenate.
Pratiche le chiusure ai polsi a bottone e zip a doppio cursore: uno apre la ventilazione, l'altro apre il polso rapidamente e con ampiezza corretta anche per inserire il guanto all’interno, la regolazione finale è poi affidata a una linguetta con velcro.
Velcro anche per la chiusura a fondo cerniera e al collo.
Naturalmente quando si toglie l’imbottitura, i volumi cambiano e quindi si apprezzano i tiranti, a due bottoni ciascuno, su braccia, torace e fondo giacca per mantenere la giusta aderenza al corpo e la corretta posizione delle protezioni su spalle e gomiti.
Se poi volete che vi accompagni in viaggio basta abbinarlo ai pantaloni Light-Pro con cui divide estetica e materiali e cui è unibile tramite zip di connessione.
Nell’uso si è rivelata davvero un’ottima giacca sia una carena protegga il corpo sia quando nulla sopra il faro protegge al vento della corsa.



La tenuta all’acqua è ottimale sia con membrana indossata, interna sia esterna e la praticità della soluzione “Volante” è davvero pratica nelle mezze stagioni quando il caldo si fa sentire, ma il rischio di pioggia incombe.
Noi abbiamo dotarlo di paraschiena Back Pro-5 insert che ci è sembrato più pratico nella gestione quotidiana della giacca.
Due tasche esterne, decisamente ampie, e una interna ma quest’ultima è presente solo nell’imbottitura e pertanto nell’uso estivo si sente il bisogno di una tasca interna per riporre magari solo il portafogli.
Peccato che una volta tolto lo strato impermeabile/imbottito non si sappia dove metterlo in assenza di borse o bauletti, ci sarebbe piaciuta una tasca posteriore stile Ventourin o GTS3 per riporlo, magari interno per non rovinare troppo l’estetica.
Oppure una soluzione di sacchetto con cinghia elastica, tipo K-Way degli anni ’80, per poterlo legare in vita.
Peccati veniali che siamo sicuri che la dinamica azienda saprà risolvere in futuro.



Con la Interceptor anche i Guerrieri della Strada vestono Clover.

Gamma colori e scheda tecnica sul sito Aziendale.

#provatodavvero

Foto di Carlo Flaminio

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