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Navigatio tremens – Test aMotoMio

Ci sono diversi modi di viaggiare, tutti ugualmente interessanti perché l’essenza del viaggio è sempre l’andare.
Che seguiate la bussola, l’istinto o il caso poco importa il gusto del viaggio è immutato.
Certo che a meno di “Zingarate” emuli di Tognazzi e i suoi compari di “Amici miei” di solito un viaggio ha una meta o quantomeno una traccia da seguire.


Pertanto si può partire seguendo le indicazioni stradali, e in Italia saremmo nei guai più che in Cina, giacché sono più comprensibili, gli ideogrammi dei cartelli messi a caso tipici della nostra penisola.
Oppure si sfodera la nostalgica e sempre affidabile cartina che seppur scomoda ha il pregio di non scaricarsi e soprattutto riesce a dare un’idea d’insieme che i display dei vari navigatori o Smartphone non riescono a dare.


Ora però la tecnologia ci viene in aiuto con dispositivi capaci di portarci direttamente al punto preciso, al numero civico o alle esatte coordinate impostate.
Forse un po’ fanno perdere fascino al viaggiare ma spesso aiutano a non perdere tempo quando questo è tiranno come di solito accade ai comuni viaggiatori “Normali”.
Certo la combinazione cartina navigatore è imbattibile e, di fatto, è di solito quella che preferiamo.
Abbiamo questa volta provato a confrontare due modi “Tecnologici” di navigare.
Un evoluto sistema come il navigatore TomTom Rider, che avevamo già avuto modo di apprezzare e uno Smartphone di ultima generazione alloggiato in un Case dedicato prodotto da GIVI.



A vantaggio del primo l’assoluta praticità, e la totale impermeabilità, un supporto facile da integrare a quasi tutte le moto con un facile cablaggio che permette di avere una carica costante dell’apparecchio. Una volta arrivati a destinazione o nelle soste basta sganciare il navigatore e il gioco è fatto.
Di contro nel caso di utilizzo su moto diverse la necessità di creare un sistema di cablaggi a spinotto e lo smontamento del supporto ogni volta (a meno di averne uno per moto…ma la cosa si complica e diventa un po’ troppo onerosa). Bisogna però dire che nel caso di TomTom l'autonomia della batteria passa abbondantemente le 4 ore, quindi in alcuni casi l'alimentazione potrebbe non servire, e i supporti di veloce montaggio, vedi GIVI per TomTom semplificano e non di poco la vita.
Le funzionalità di un navigatore di ultima generazione sono davvero capaci di viziarci potendo persino scegliere una funzione che fa selezionare le strade più curvose per quel tragitto. Cioè se devo andare da "A" a "B”, posso chiedere a Navi di farlo con tre livelli di "altezza sul mare" e tre livelli di "curvosità" della strada.



Da contro il prezzo di acquisto è notevolmente superiore a un porta Smartphone, dove possiamo inserire magari il nostro Device con un deciso risparmio.
Di fatto poi le mappe caricate sui dispositivi ormai permettono una navigazione precisa e APP come Waze poi diventano ottimi complici.
Certo che all’interno della custodia la manovrabilità dello schermo è parzialmente ridotta e la batteria del cellulare si scarica velocemente in questa modalità richiedendo un collegamento a una presa di corrente.
Ormai quasi tutte le moto attuali sono dotate di presa di corrente, però spesso questo non sono stagne e quindi in caso di pioggia il collegamento non è poi così sicuro.
Facile il posizionamento del supporto, al manubrio oppure sugli steli degli specchietti, di conseguenza anche immediato e facile lo spostamento da una moto e l’altra con il contraltare di un’estetica non sempre gradevole.


Facile staccare dal supporto il porta navigatore ma meno immediata la rimozione e il reinserimento dello Smartphone nello stesso se si vuole usarlo come telefono senza il collegamento all’interfono oppure come fotocamera.
Entrambe le soluzioni vi porteranno perfettamente e velocemente alla destinazione, a voi la scelta.

Informazioni tecniche e modelli sui siti di TomTom e GIVI

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