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Monferraglia Spring Felino – Report aMotoMio

Felino per molti è una specie animale di cui fa parte il gatto, per i più, vegani esclusi, un ottimo salame che prende il nome per l’omonimo paese del parmense.
Per il popolo della Monfa significa la Spring 2017.


La classica, non competitiva, di primavera del circuito Monferraglia, un evento ormai entrato nella tradizione degli amanti del Moped.
Potevamo mancare? No, o meglio abbiamo rischiato di non esserci, per motivi logistico - tecnici, ma grazie alla “Compagnia delle Cinghie” di Casate (MI) che ci ha arruolato in extremis siamo riusciti a essere alla partenza.
Tema, vista la location, maiali e maialine e quindi alla partenza qualcuno si era ben adeguatamente preparato, dal super PorkCiao al semplice naso suinico posticcio, alla peggio anche solo un bel maialino sul parafango e via andare.


Le colline attorno a Felino sono state invase da una miriade, circa 1600, motorini scoppiettanti, pronti ad affrontare salite e discese che erano raccordate da tratti da guidare con calma gustandosi lo splendido panorama.
Peccato che le piogge dei giorni scorsi abbiano lasciato le loro tracce sul terreno argilloso nei boschi rendendo davvero impegnativo il percorso e anche alcuni tratti per molti hanno significato dare prova atletica di spinta del ferro!
Il sottoscritto, seppur nelle vesti di Supereroe, abbia più volte invocato il Santo protettore dei Crampi alle gambe e sua Beltà acqua fresca.


Ma del resto la Monfa è così, non sai mai cosa ti aspetta finché non ci sei dentro.
Però sai cosa significa lo sconforto quando il tuo motorino si spegne e non sai il perché, la disperazione che ti prende pensando a come cavolo tornare alla base, e poi la gioia di scoprire che basta cambiare la candela per ripartire.
Certo non a tutti va sempre bene, ma anche questi fa parte del gioco.
Poi,  vuoi mettere la soddisfazione di riuscire ad arrivare alla fine dopo 70 km su un ciclomotore di oltre trent’anni, assolutamente inadatto per un uso del genere?
Roba da mettersi seduti a tavola con i sopravvissuti a raccontarsela godendosi il meritato pasto.


A proposito questa edizione ha visto, come sempre, un’ottima organizzazione e un buon livello qualitativo…oltre che una disponibilità e cortesia invidiabile.
Anche l’educazione e il rispetto dei partecipanti, salvo qualche immancabile esemplare di “Bigol Man” mi è sembrata migliore di altre occasioni.
Una zona bellissima da visitare, e su cui guidare, che la splendida giornata ha reso ancora più piacevole.
Inutile sottolineare che anche questa volta il mitico Hans ci ha visto giusto e insieme a validi collaboratori ha saputo imbastire un nuovo capitolo della Spring.
Una Monferraglia che si evolve, o s’involve secondo i punti di vista, chi c’era alle prime edizioni avrà notato l’esponenziale crescita di mezzi altamente preparati a scapito dei “veri” motorini recuperati in garage o cantina.


Avrà anche notato che lo spirito goliardico, quasi eccessivo a livello di fantasia come abbigliamento e accessori si è lentamente affievolita trasformando la partenza più simile a una gara di enduro che al Carnevale di Casale di qualche anno fa, ma noi non molliamo e ci continuiamo a credere, inguaribili folli romantici come siamo.
Del resto un evento ciclico segue le richieste di chi lo frequenta e se questa è la strada seguiamola, in fondo c’è posto per tutti.
La Monfa se non la conosci la eviti, se la conosci….sei fottuto per sempre!



Appuntamento alla prossima manifestazione, basta curiosare sul nutrito calendario Monferraglia
Noi intanto porteremo i nostri motorini al WILDAYS, di Varano de melegari (PR), il prossimo WE….vi aspettiamo.

Grazie a Roberto per la pazienza nel preparare “VioLento”, a Gabry per aver realizzato il completo da VioLento, a Caberg per il casco e TCX per gli stivali.

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