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Jonathan Rea Donington
Superbike: un pensiero a Nicky e poi è ancora Jonathan Rea

Due gare segnate da un cielo cupo, non quello del meteo ma quello che attanaglia cuori e passione della Superbike per la scomparsa di Nicky. Due gare segnate dal dominio delle Kawasaki, una rivendicazione di proprierà dei due piloti della verdona, quella di Sykes la nona consecutiva, e una per l'immenso talento, quello di Rea. Rintuzza Davies, ma manca all'appello quando serve.


Si sapeva che il circuito di Donington Park era di proprietà del mostro verde, mister poleman, che fin dal week end ha fatto vedere di essere a suo agio sulla pista di casa. Dopo la pole mette in mostra i muscoli in Gara1, dove dopo una partenza non perfetta, accodato a Rea e Davies insegue per tutta la gara il compagno. E' Davies a commettere il primo errore cadendo al giro otto e lasciando pista libera al duo Kawasaki, anzi al terzetto con l'aggiunta della wild card di lusso Leon Haslam sulla Kawasaki del team Puccetti, forse quello davvero più a casa, che ha sorpreso tutti. Riparte all'inseguimento Davies, ma la gara è ormai rovinata, una gara che sembrava molto promettente.
Gara che si decide a pochi giri dalla fine, quando Sykes passa il compagno di squadra e punta la prua alla bandiera a scacchi. Rea non ne ha più a sufficienza, ma accade l'improbabile. Rea rallenta, qualcosa sembra non andare, fino al ruzzolone della moto, con la Pirelli che abbandona al cerchio all'improvviso. Davvero pericoloso. Pirelli ritirerà la gomma in Gara2. Sykes porta a casa la nona vittoria consecutiva.



Gara2 tutta per Jonathan Rea, parte dietro a Sykes ma in un solo giro è già davanti a tutti, con una decisione, una ostinazione e una cattiveria impressionanti! Altro che problema Kawasaki, le case avversarie dovrebbero chiedere l'abolazione di Jonathan Rea, il problema sta tutto lì. La gara si risolve velocemente, Johnny tiene tutti dietro e poco può fare Sykes che solo dopo 7 giri riesce a mettersi all'inseguimento, senza però riuscire a concretizzarlo. Dietro è Davies a dare spettacolo, messo fuori dall'incidente che ha tolto di gara un ottimo Leon Haslam, passa i restanti giri a remare per recuperare posizioni, recupero che questa volta gli riesce con un finale incandescente contro le due Yamaha, dove prima regola Lowes, per fortuna senza incidenti visto l'irruenza dell'inglese, e poi Van der Mark al penultimo giro. Un podio forse un po' amaro per il gallese, viste le potenzialità.

Il destino sembra beffare Davies, quando serve, quando Rea sbaglia, lui non c'è. Poteva essere l'occasione di rimontare 25 o 20 punti, ma la rimonta è stata appena sufficiente per portare a casa qualche punticino, i 9 punti di distacco presi in Gara2 hanno riportato il conto in rosso, non quello Ducati. Due gare che potevano dare ben altro risultato alla rossa del rosso.



Da segnalare di sicuro le buone prestazioni di Yamaha, con due ottime gare che concretizzano lo stato di forma della moto dei tre diapason, al netto delle performance altalenanti dei suoi piloti. Molto positivi anche i due sesti posti della MV Agusta F4 e di Leon Camier, un'accoppiata che sta producendo buoni risultati e che sta posizionando la casa varesina come quarta casa a livello prestazionale, non concretizzata a causa dell'unica moto in pista.

Male di sicuro Aprilia, che non riesce a portarsi ai livelli attesi. Non si sa quanto sia l'impegno reale della casa di Noale, ma i risultati sono pessimi, dietro anche alla moto con supporto meno ufficiale del team IodaRacing. Qualcosa deve cambiare, in questo campionato ci si gioca l'onore di quello che va in vetrina nei concessionari, gli appassionati iniziano a dimenticare come sia fatta una RSV4!

Di fatto il vincitore di questo round è Tom Sykes che con un primo e un secondo posto porta a casa 45 punti, ma Jonathan Rea è il vincitore morale, tiene a bada gli avversari, vince in casa del compagno di squadra e incassa la 100^ vittoria per Kawasaki. Difficile arginarlo.



30 anni di Superbike e 100 vittorie per Kawasaki, ma nessuna festa, solo un minuto di silenzio per Nicky, il quale avrà forse apprezzato di più il rombo dei motori, una passione che come amava dire non era per lui uno stile di vita, ma quello che sapeva fare.

Prossimo appuntamento al Mugello con la MotoGP, in attesa di vedere le condizioni di Valentino Rossi dopo l'incidente occorso durante un allenamento con la moto da cross.

Wolf