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Chaz Davies Imola Superbike
Superbike Imola: Davies-Ducati che coppia!

Superbike Imola monopolizzata da Chaz Davies, che tiene fede alla norma contrattuale che impone agli alfieri ducatisti di vincere in casa. Due gare caratterizzate dalla bandiera rossa, dopotutto siamo in Emilia Romagna, con un Jonathan Rea che gioca in difesa e minimizza la sconfitta in classifica mondiale.


Più che una gara una kermesse quella nel bell'autodromo Dino e Enzo Ferrari di Imola, le tribune gremite, con parecchie celebrità della MotoGP in visita alla Superbike, a partire dai ranghi di Borgo Panigale, con Gigi Dall'Igna, Andrea Dovizioso e Claudio Domenicali ad osservare come un ragazzone gallese riesce a stroppicciare una Panigale tra le curve di un circuito.

Chaz Davies che non delude e sfrutta una doppia partenza in Gara2 per portare a casa un week end di completo dominio. Difficile, troppo, per Jonathan Rea fronteggiare un duo così affilato, e il nord irlandese sa capitalizzare quando è il momento. Con loro Tom Sykes, Marco Melandri e Fores, dietro di loro il vuoto.

Superbike Imola

In Gara1 Chaz parte subito davanti con una progressione davvero inavvicinabile, guadagna la prima staccata e quindi si può dire che chiude la gara. Sarà dominio completo, ma dietro un po' di bagarre farà divertire il pubblico. Ci pensa Marco Melandri a dar prova delle doti della Panigale, tenendo dietro per buoni 5 giri il campione del mondo, trattenendolo a distanza anche da Chaz. Sistemata questa questione, la gara non avrà altri cambiamenti o sussulti, anche un Sykes che ha occupato la quarta piazza dal primo all'ultimo giro, chiuderà comodo. Gara che si interrompe bruscamente a sei giri dalla fine per un contatto tra Alex Lowes e Eugene Laverty, contatto che provoca una brutta caduta di Laverty e da alle fiamme la sua bella Aprilia RSV4. La direzione gara bolla il tutto come normale incidente, e manda tutti a casa.

Gara2 che parte con la doppiatta. Al semaforo scatta bene Tom Sykes e recupera molto bene Jonathan Rea, ma la gara viene bloccata subito per una perdita d'olio dalla Kawasaki del team Grillini, bandiera rossa e si riparte. Ripartenza che fa bene soprattutto a Chaz Davies, partito male la prima volta e in procinto di dover subire la stessa punizione di Assen da questo cambio di griglia folkloristico. Alla ripartenza sia Jonathan che Chaz guadagnano subito molte posizioni, ma Rea sembra da subito alla corda e nel tentativo di passare Melandri va lungo alla chicane e la taglia, cosa che lo costringe a lasciare via libera agli inseguitori, tra cui Chaz. Al gallese servono 3 giri per mettersi alle spalle di Sykes e altri 3 per passarlo, e si ripete il copione di Gara1. Una volta davanti Chaz è imprendibile, impone un ritmo che nessuno può tenere, nemmeno Rea. Il nord irlandese ha bisogno di 12 giri per arrivare alle spalle di Davies, e lo fa dopo un lungo e difficile inseguimento al compagno di squadra. Dietro di loro c'è un po' di bagarre tra Melandri e Fores. Purtroppo Macho anche in Gara2 non è completamente a posto, qualche sbavatura di troppo lo tiene alle spalle dello spagnolo.

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Due gare dominate, con la griglia rovesciata di Gara2 che ha rischiato nuovamente di falsare i valori in pista. Ducati in forma, ancor più Chaz che ha dominato tutto il week end. Tutti gli appassionati attendono con trepidazione Doninghton, per capire se è stata solo l'aria di casa a far bene alla Ducati o qualcosa è davvero cambiato.
Jonathan Rea leggermente in difficoltà, ma sempre molto lucido e calcolatore quando serve, capitalizza due secondi posti, riducendo la sconfitta a soli 10 punti persi.

Nessun altro protagonista in questa gara, si attendevano altri protagonisti, come ad esempio le Yamaha che hanno ricevuto anche la visita di Lin Jarvis patron Yamaha della MotoGP, ma sono rimaste a grande distanza. Un po' di colore lo ha dato Leon Camier in sella alla MV Agusta, buona prestazione in Gara1 e una bella prima parte nella ripartenza di Gara2, dove sembrava poter tener testa a Tom Sykes prima di finire per ghiaia.
Brutta prestazione ancora per le Honda, ma anche le Aprilia, attese su un circuito casalingo, non sono state all'altezza delle attese. A Noale dovrebbero saperlo che dai tifosi non gli è concesso niente di meno della zona podio. La supremazia delle Kawasaki e delle Ducati forse è molto ben costruita, o forse è la pessima prestazione delle altre moto ad essere sintomo di poco impegno delle altre case. Il dubbio lo fa nascere le ottime prestazioni della Ducati Panigale privata del team Barni.

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Gare a singhiozzo, va bene che siamo in Emilia Romagna, ma le bandiere rosse sono state troppo protagoniste. Pochi combattimenti, pochi corpo a corpo, ma vedere danzare la rossa nelle mani rudi di Chaz Davies regala grandi emozioni.

Nell'attesa dell'esame di riparazione per Jonathan e la Kawasaki ci godiamo la MotoGP a Le Mans la settimana prossima, non perdetela.

FOTO DI MARCO LANFRANCHI

Wolf



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